Guardare
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Quell’istante decisivo (umilmente)
Nel 1952 Henri Cartier-Bresson pubblica Images à la sauvette, un libro destinato a segnare la storia della fotografia. In Italia il titolo – che letteralmente significa “immagini al volo” – viene tradotto con “L’istante decisivo”. E ogni fotografo, che sia un reporter oppure un amante dalla street photography, sa bene quanto sia importante quell’istante. Il problema è che non sempre si presenta. Molto dipende da quanto e come lo si cerca, come ci si predispone da accoglierlo quando, all’improvviso, ce lo troviamo davanti. In questa mia fotografia, il mio personale istante decisivo è lo sguardo della donna di fronte alla vetrina, che ignora il concerto in corso e guarda gli oggetti esposti.

Concerto jazz alla Libreria Cardano di Pavia -
Modificare per trovare
La post produzione, ossia la modifica di una fotografia, non è sempre il male assoluto. L’aumento del contrasto, a volte esasperato, l’utilizzo di filtri (una volta si montavano solo sull’obiettivo, ora possiamo simularli con Photoshop), il taglio dell’immagine e tanto altro, possono esaltare il senso di un luogo, oppure trasformarne il senso stesso. A poche centinaia di metri da casa.

La chiesa cristiana evangelica -
Guardare il già visto
E’ un buon esercizio per tenersi in allenamento. Provare a fotografare, e quindi a raccontare, ciò che hai intorno a te e che vedi ogni giorni. Cercare uno sguardo diverso. A volte si riesce, a volte no. Ma serve.
