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Francesi malefici, adesso mettete lo zucchero nel vino. Lo faremo anche noi?

Vino “allo zucchero” nelle cantine francesi

E i francesi ci rispettano / Che le palle ancora gli girano / E tu mi fai, “Dobbiamo andare al cine” / Vai al cine, vacci tu

A dire la verità, questa volta le palle ce le fanno girare i francesi. I quali, dopo aver dato lezioni sul vino a destra e a manca, per primi fanno qualcosa che mai avremmo immaginato: zuccherare il vino. Anche quello pregiato. Certo, si tratta di zucchero d’uva, estratto dal mosto del vigneto che ha prodotto il vino stesso (non zucchero per alzare la gradazione), ma da qualsiasi parte la guardi questa vicenda, lascia pensare. Anche perché la decisione francese nasce da una scelta di mercato: modificare il sapore del vino per venire incontro ai gusti dei giovani, che amano il dolce. Una bestemmia, potremmo dire. Ma come sempre, business is business, alla faccia della coerenza. Succederà anche in Italia? Anche i vini oltrepadani saranno “corretti” allo zucchero d’uva? Scrive Il Sole 24 Ore: “Quella appena introdotta in Francia e non per i vini generici, ma per quelli Aoc (l’equivalente delle nostre Doc e Docg) rappresenta una vera e propria rivoluzione soprattutto perché viene adottata da un Paese che si è sempre professato difensore dell’integrità e della tradizione del prodotto vino”.

E si aggiunge: “Nel caso invece della novità appena introdotta oltralpe (anch’essa esclusa in Italia) l’aggiunta può avvenire fino a ottenere nei vini un residuo zuccherino massimo di 9 grammi litro e deve avvenire a fermentazione conclusa. Per questo viene anche fissata una data: le operazioni non possono avvenire prima dell’1 novembre di ogni anno. Così l’aggiunta di zucchero post fermentazione permette di arrotondare le spigolosità di tannini e acidità senza per questo dover spostare il prodotto (sia rosso che rosato che bianco) all’interno delle categorie dei vini dolci.”