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23 buone ragioni per votare No al referendum sulla giustizia: ragione n° 12

Questa volta ho cercato in rete una serie di ragioni sarcastiche per votare Sì. Eccone cinque.

  1. Votare Sì è l’ideale se ami le riforme epocali che risolvono problemi già risolti. Oggi, tra giudici e pubblici ministeri, i passaggi di funzione sono ridotti all’osso: nell’ultimo anno, solo 42 magistrati su circa 9.000 hanno cambiato “casacca” . È una rivoluzione per impedire qualcosa che già quasi non succede, come installare un allarme iper-sofisticato in una casa dove non entra mai nessuno.
  2. Con la separazione delle carriere, si vuole evitare che pm e giudice facciano squadra. Ma il pm, nel nostro sistema, non è lì per vincere a tutti i costi: il suo mestiere è cercare la verità, tant’è che è suo dovere chiedere l’assoluzione se emergono prove di innocenza . Con la riforma, rischiamo di trasformarlo in un avversario che deve fare gol per forza. Perché, si sa, l’importante non è la verità, ma non partecipare allo stesso torneo di calcetto.
  3. I sostenitori del Sì dicono che in Italia c’è un innocente condannato ogni otto ore . Un dato drammatico, se fosse vero che dipende dall’unità delle carriere. Peccato che i paesi con le carriere separate (come la Francia) non abbiano percentuali di errore inferiori alle nostre . Ma è più facile dare la colpa a un nemico astratto che alla complessità della vita. Un po’ come dare la colpa alla luna se piove.
  4. Verrà istituita una nuova Corte disciplinare, perché quella attuale è evidentemente troppo indulgente. Peccato che i dati mostrino come l’Italia irroghi il sestuplo delle condanne disciplinari ai magistrati rispetto alla Francia . Ma chi siamo noi per lasciarci guidare dai dati, quando possiamo lasciarci guidare dalla sensazione che siano tutti corrotti?
  5. Stanchi delle correnti e delle lobby? Con il Sì, i componenti togati del Csm verranno sorteggiati. Perfetto se pensi che la complessità della giustizia si possa affidare alla dea bendata. Peccato che i “laici”, quelli scelti dal Parlamento, verranno comunque selezionati dalla politica, per sorteggiarnli. In pratica, è come se il croupier fosse sempre lo stesso, ma le carte le taglia un bambino bendato. Un modo geniale per spezzare il potere delle correnti… sostituendolo con il potere della fortuna.