Una speranza che qualcuno metta in riga Trump (democraticamente, s’intende)

Una speranza c’è. E viene dal New York Times e dal racconto in una sua pagina che, nei giorni scorsi, è stato dedicato al rapporto tra gli elettori, anche trumpiani, e il presidente degli Stati Uniti. I sondaggi e le analisi ci dicono che probabilmente la “luna di miele” con gli elettori certamente conservatori di destra, ma moderati, sta finendo. C’è, come dice il titolo, una sorta di inversione di tendenza. In particolare, poi, gli elettori – che sono, ripeto, conservatori – ritengono che Trump si sia impegnato su priorità sbagliate. Insomma, la lotta feroce contro gli immigrati, l’utilizzo di una forza di stile nazi-fascista come l’Ice, non vengono visti come la soluzione a un Paese, gli Usa, che ha visto crescere la ricchezza di chi ricco già lo era, mentre la fascia medio bassa della popolazione non ha avuto miglioramenti nella propria situazione di vita quotidiana e a volte persino peggioramenti. Insomma, come detto, una speranza c’è ed è quella delle elezioni di novembre, di medio termine, dove Trump potrebbe perdere la maggioranza alla Camera o al Senato. Ma in quel caso, come reagirà al verdetto elettorale? E permetterà davvero che si vada al voto? Vuoi vedere che dovremo guardare agli Usa come oggi guardiamo alla Russia e alla Cina? Che tristezza.
