23 buone ragioni per votare No al referendum sulla giustizia: ragione n° 15

In attesa che i soliti troll (invece di replicare nel merito) mi accusino di non aver letto la proposta di riforma costituzionale che dovrà confermare o meno al referendum del 22 e 23 marzo (dove, caldamente, invito a votare NO), affronto, come quindicesimo tema, quello della contraddizione tra le posizioni del Partito Democratico e l’attuale quesito referendario. Ossia, è l’osservazione, il Pd era favorevole alla separazione delle carriere e ora le contesta. Circostanza, questa, a dimostrazione che quella del Pd sarebbe solo una posizione antigovernativa e non nel merito. Al di là del fatto che anche se fosse, eddai!, non ci sarebbe niente di male, non è così. Anche questa è una falsa rappresentazione. Il Pd, infatti, era a favore della separazione delle carriere la quale, concretamente, è già stata attuata dalla riforma Cartabia. Oggi come oggi, le due carriere sono praticamente separate. Ciò che il Pd contesta, e con lui tutto il fronte del No, è la creazione di due Csm e di una Alta corte di giustizia che dovrebbe applicare le sanzioni disciplinari.
In conclusione: la proposta Pd, che risale al 2019, e la riforma al referendum del 2026, condividono il principio di fondo della separazione delle carriere, ma la riforma al centro del referendum va ben oltre: interviene sulla Costituzione, crea un doppio Csm, istituisce una Corte disciplinare separata e introduce il sorteggio. Sono proprio questi elementi aggiuntivi — non la separazione in sé — il terreno su cui il Pd di oggi motiva la sua opposizione.
Ma come nell’improvvisazione jazz, tanto dipende dall’intenzione. Intendo dire. E mi rivolto ai simpatizzanti per il Sì, che legittimamente sostengono la loro tesi. Signori del Sì, come sapete gran parte di questo governo è formata da incompetenti, ex simpatizzanti fascisti, persone istituzionalmente scorrette. Gente, come ho detto, dalla quale non comprerei un’auto usata. Quando, nei loro social o in tv, sostengono il Sì, fate una verifica sul loro passato, sulle loro competenze, sulle loro idee politiche relative a democrazia, rispetto, libertà di opinione. Ricordo, così di passaggio, che il che il sottosegretario alla Giustizia, Delmastro (FdI), durante la presentazione di una nuova auto della Polizia Penitenziaria, disse: “Mostrare come non si permette di respirare a chi si trova all’interno del blindato è una gioia intima per il sottoscritto… come noi incalziamo chi sta dietro quel vetro oscurato”. Quando sostiene il Sì, che credibilità ha?
