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    Non è facile per niente

    Nel nostro meraviglioso Paese dei sessanta milioni di allenatori della Nazionale di calcio e degli altrettanti sessanta milioni (e rotti) di presidenti del Consiglio, figuriamoci se non troviamo anche sessanta milioni di fotografi. Intendo dire, fotografi professionisti. La differenza tra un fotografo, anche bravo, e un fotografo professionista, è abissale. Per gli obiettivi da raggiungere, da garantire. Perché – faccio un esempio paradossale – se ti chiedono, subito, una foto di tramonto e quella sera il tramonto non c’è (fotograficamente parlando) tu lo devi scattare lo stesso. Come? Ecco, qui si vede la differenza tra fotografo professionista e bravo dilettante. Me ne sono reso conto, per lavoro, diverse volte. Mi è capitato di dover avere una foto di un incidente stradale, e l’incidente stradale non c’era più, o di un evento in genere, e l’evento era bello che finito. Non è facile, garantisco. Lavorando con tanti fotografi, e spesso fotografando direttamente io, so di cosa parlo. Ma non sempre lo sai. L’ho compreso appieno una sera, quando Luca, un amico fotografo specializzato in concerti, mi ha chiesto di sostituirlo per un lavoro serale, a Milano. Quella volta ho fotografato da professionista di quella “specialità” e mi sono reso conto delle grandi difficoltà e della tensione del dover avere almeno una foto buona. Non saprei giudicare il risultato, ma avendo visto poi le sue fotografie, lui avrebbe fatto decisamente meglio. Quindi, prima di sentenziare di fotografia, bisognerebbe, a volte, sapere di cosa si sta parlando. Ah, ecco, queste sono alcune foto di quella sera (e come vedete, sono abbastanza bruttine).

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    Un tavolaccio

    Qui sotto non c’è una gran foto. Tutt’altro. Ma la pubblico perché il risultato dello scatto, quello che state vedendo, è esattamente (quasi esattamente) ciò che avevo in mente nel momento in cui ho premuto il pulsante sulla fotocamera. Immaginavo che la prospettiva, dal basso, parallela al tavolaccio potesse dare forza all’immagine, che gli oggetti lasciati lì disordinatamente servissero a creare profondità, che l’obiettivo con il diaframma aperto al massimo creasse lo sfocato necessario e infine che Paola, sempre sfocata, servisse a dare vita alla fotografia in modo che non si trasformasse in una sorta di still life all’aperto. E infine, i colori che avevo di fronte li immaginavo già trasformati e resi più caldi in fase di post produzione. Ecco, come detto, non è una gran foto, ma è quella che immaginavo. Ed è un esercizio utilissimo. Anche perché, poi rivedendola, mi sono reso conto che tagliare l’angolo del tavolo è stata una sciocchezza. E dagli errori si impara. Eccome.

    In Toscana
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    Monte Alpe, a Ferragosto

    Sì, lo so. Il Monte Alpe, Ferragosto e una lunga passeggiata in montagna non c’entrano (quasi) niente con la fotografia. La scusa è che avevo con me la fotocamera e un solo obiettivo, il Laowa Venus 9mm f/2.8 Zero D, montato sulla mia “vecchia” Fuji X-T1. Una bella passeggiata insieme a Paola, iniziata la mattina intorno alle 10 e conclusa verso le 16, dopo aver percorso circa 12 km (secondo l’applicazione dello smartphone sarebbero stati 16 km, ma sbagliava). Il percorso ci ha permesso di “circumavigare” la riserva naturale del Monte Alpe, ricchissimo di vegetazione.

    La foresta del Monte Alpe

    L’obiettivo grandangolare è perfetto per questa passeggiata dove i paesaggi dell’alta collina oltrepadana sono in realtà pochi mentre è necessario inquadrare e dar forza alle foreste, alle piante, ai passaggi tra un punto e l’altro del percorso. Qui sotto vedete la cartina del parco con i sentieri.

    I sentieri del Monte Alpe

    Come notate vi sono diverse soluzioni. Noi abbiamo scelto quella che, arrivata quasi in fondo alla prima parte (in alto a destra), taglia verso sud per evitare di avvicinarsi troppo alla strada provinciale e per godersi l’interno del parco e non solo i suoi confini. Per farlo abbiamo seguito la traccia Gps scaricabile da questo link che è praticamente perfetta e che vedete riprodotta qui sotto.

    Il percorso che abbiamo seguito

    La riserva è bellissima, la camminata che abbiamo fatto ha solo un paio di tratti davvero faticosi, una discesa e una “lunga” salita finale. Insomma, è per tutti, ancor di più se si segue il percorso esterno, forse meno affascinante ma più comodo. Nella seconda parte del percorso, attraversando i boschi di larice, vi imbatterete in centinaia di nidi di formica rufa.

    Un nido di formiche rufe

    Quindi buona passeggiata e ricordatevi che non troverete acqua lungo il percorso, che noi siamo partiti dalla chiesetta ai Tre Passi (distante dalla partenza ufficiale e dove c’è l’accoglienza della riserva con le informazioni), che non ci sono molti posti dove fermarsi a mangiare (quindi niente tavoli e panche). Infine, dico a chi non è abituato a camminare in montagna, portate con voi un ricambio dei vestiti, un K-Way per la pioggia e lasciate sempre detto a qualcuno dove siete andati. I cellulari prendono abbastanza, ma ci sono molti punti non coperti.

    Noi al Monte Alpe
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    Lo sguardo

    Ci sono interi manuali dedicati alla street photography. Alcuni li ho letti, altri li ho solo sfogliati. Se volete, posso anche consigliarvene qualcuno. In realtà quello che conta, come sempre, sono le situazioni, le prospettive, le persone, i loro sguardi. Ecco, lo sguardo di lui che non c’è e quello di lei, verso la carrozza, nel giorno di festa, creano una fotografia. Almeno credo. Ero in Spagna, qualche anno fa.

    Lo sguardo
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    Il sole, un muro, le ombre

    A volte basta poco per scattare una foto che abbia almeno un po’ di senso. A volte, come in questo caso, è sufficiente un po’ di sole al tramonto, un muro, le ombre che lo ridisegnano, i colori forti, pastello. Non so perché, questa fotografia mi è sempre piaciuta ma non riesco più a ricordare dove diavolo l’avevo scattata…

    Sole, muro e ombre
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    Il Paese più bello del mondo

    Spesso si dice che il nostro è il Paese più bello del mondo. Forse si esagera, ma è certamente vero che ci sono luoghi splendidi in Italia che non smettono mai di sorprenderci. Devo però dire che nei luoghi storici spesso, per un fotografo, ci sono problemi a scattare fotografie altrettanto sorprendenti. Perché può succedere che le bellezze si ripetano e una, proviamo a dirla così, assomigli all’altra. E che la fotografia diventi cartolina. La bellezza, insomma, non sempre è garanzia di una foto originale. Punto di vista, prospettiva e inquadratura, ad esempio, possono aiutarci a raccontare in modo diverso, se non originale. In questa immagine ho fatto un tentativo, di fronte all’ennesima, meravigliosa bellezza italiana: il castello di Populonia.

    Il castello di Populonia, in Toscana
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    Passato e presente

    La serafica immobilità della candida statua da una parte e, dall’altra, la donna sulle scale mentre chiacchiera, cellulare in mano, ad alta voce nel silenzio (fino a quel momento) del centro storico di Sassetta. Dopo il diavolo triste, nella fotografia precedente, ho voluto raccontare in un’immagine il contrasto tra passato e presente, tra tranquillità e confusione.

    Arte per strada a Sassetta, in Toscana
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    Il diavolo non fa paura

    Sembrava un diavolo o un angelo caduto, un mostro appollaiato sul tetto di una casa, tristissimo, un mostro cattivo che non faceva paura. Mi ha colpito quella statua mentre passeggiavo per le strette vie di Sassetta, in Toscana. Nella fotografia ho cercato di isolarla il più possibile dal contesto, riprendendola lateralmente, in modo da accentuarne la posa.

    Il diavolo (ma è un diavolo?) triste di Sassetta
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    Il Laowa 9mm f/2.8 Zero-D

    Mi sono tolto lo sfizio di acquistare questo obiettivo ultragrandangolare fisso per ampliare il mio corredo Fuji. Non starò qui a discutere delle sue caratteristiche tecniche, ci mancherebbe. Ci sono in rete decine di siti specializzati dove approfondire. Ma posso dire che, utilizzato anche sulla Fuji X-T1, dà delle belle soddisfazioni. Val la pena davvero di provarlo. Qui sotto, un paio di scatti di prova che ho fatto con questo sorprendente 9mm.

    Scatto con il Laowa 9mm f/2.8 ZeroD
    Scatto con il Laowa 9mm f/2.8 ZeroD