• Architettura,  Arte,  Città e Paesi,  Controluce,  Fuji X Series,  Viaggiare

    Stregato dalla luce

    Difficilmente scatto fotografie, e poi a colori, degli interni di chiese, cattedrali, basiliche. Un po’ perché le fotografano tutti e non vedo cosa mai potrei aggiungere di nuovo; un po’ perché si può anche fare, ma ci vuole tecnica (e un cavalletto) e molta pazienza. Eppure, all’arrivo a Gorizia, capita di entrare nella prima chiesa che incontriamo – perdonatemi, non ne ricordo il nome – per dare un’occhiata, che un bell’affresco o una scultura degni di essere osservati si trovano quasi sempre. La chiesa dedicata a non so quale santo, è poco illuminata, ma a quell’ora, per una fortunata combinazione, la luce mi sembra proprio quella giusta. Sta a vedere, mi dico, che non sarà proprio la solita foto. Rivedendola ora, un suo fascino ce l’ha. E la condivido.

    Una chiesa a Gorizia (di cui per ora non ricordo il nome)
  • Architettura,  Controluce,  Fuji X Series,  Guardare,  Prospettive,  Street photography,  Viaggiare

    I soliti punti di vista

    Di fotografabile, nella meravigliosa piazza della Libertà di Udine, con tutto il fascino del suo stile veneziano, c’è moltissimo. Quando però arriviamo lì, la sfortuna vuole che sia stato aperto un grande cantiere, che uno dei palazzi più belli sia coperto dalle impalcature e che stiano montando un palco per un concerto. Insomma, il fascino resta, ma per chi vuole fotografare, appunto, le prospettive cambiano. E non è un modo di dire. Perché alla fine la fotografia che mi è piaciuta di più, è spero piaccia, è quella di questo bambino che va in bicicletta sotto al porticato del palazzo municipale. Fotografato, come era ovvio, da un’altra prospettiva, mentre scendevo le scale.

    Palazzo municipale, Udine
  • Controluce,  Fuji X Series,  Guardare,  Luce,  Luce artificiale,  musica,  Spettacoli

    Non è facile per niente

    Nel nostro meraviglioso Paese dei sessanta milioni di allenatori della Nazionale di calcio e degli altrettanti sessanta milioni (e rotti) di presidenti del Consiglio, figuriamoci se non troviamo anche sessanta milioni di fotografi. Intendo dire, fotografi professionisti. La differenza tra un fotografo, anche bravo, e un fotografo professionista, è abissale. Per gli obiettivi da raggiungere, da garantire. Perché – faccio un esempio paradossale – se ti chiedono, subito, una foto di tramonto e quella sera il tramonto non c’è (fotograficamente parlando) tu lo devi scattare lo stesso. Come? Ecco, qui si vede la differenza tra fotografo professionista e bravo dilettante. Me ne sono reso conto, per lavoro, diverse volte. Mi è capitato di dover avere una foto di un incidente stradale, e l’incidente stradale non c’era più, o di un evento in genere, e l’evento era bello che finito. Non è facile, garantisco. Lavorando con tanti fotografi, e spesso fotografando direttamente io, so di cosa parlo. Ma non sempre lo sai. L’ho compreso appieno una sera, quando Luca, un amico fotografo specializzato in concerti, mi ha chiesto di sostituirlo per un lavoro serale, a Milano. Quella volta ho fotografato da professionista di quella “specialità” e mi sono reso conto delle grandi difficoltà e della tensione del dover avere almeno una foto buona. Non saprei giudicare il risultato, ma avendo visto poi le sue fotografie, lui avrebbe fatto decisamente meglio. Quindi, prima di sentenziare di fotografia, bisognerebbe, a volte, sapere di cosa si sta parlando. Ah, ecco, queste sono alcune foto di quella sera (e come vedete, sono abbastanza bruttine).

  • Controluce,  jazz,  Luce,  Luce artificiale,  musica,  Prospettive

    Jazz

    Fotografare ai grandi concerti pop e rock deve essere emozionante. Non mi è mai capitato, quest’anno vedrò di rimediare… Per ora mi sono emozionato con il jazz. Credo che il fatto di suonarlo, il jazz, di conoscerne molti aspetti anche tecnici, mi aiuti a scattare immagini che, spero, raccontino bene cosa significa fare musica. Nell’istante in cui si fa. Questa è una delle fotografie che mi piacciono di più. Al contrabbasso c’è un amico, Tito Mangialajo Rantzer, grandissimo musicista di Pavia.

    Tito Mangialajo Rantzer, contrabbasso
  • Controluce,  Luce,  Maschere di luminanza,  Photoshop,  Post produzione,  Senza categoria

    Ancora sulla post produzione

    Le due immagini che vede qui sotto possono essere un accettabile esempio di post produzione in condizioni difficili. La fotografia originale, evidentemente scattata in controluce, era assolutamente piatta. Lavorando solo cinque o sei minuti e utilizzando la tecnica delle “tonality and luminosity mask” il risultato appare decisamente accettabile. Credo che studiare questa tecnica sia un esercizio utile per migliorare le proprie fotografie senza per questo applicare una post produzione “violenta” e che spesso trasforma in un gioco grafico una brutta fotografia.

    Post scriptum: naturalmente, ho dovuto utilizzare una fotografia disponibile in rete per l’editing. Io non scatto fotografie piatte… :-D

    Fotografia originale
    Fotografia post prodotta
  • Controluce,  Guardare,  Luce,  Tecnica fotografica

    La tua amica luce

    A volte basta pochissimo per ottenere un’immagine particolare, un po’ diversa dalle altre. A volte bisogna mettere insieme tanti elementi, ad esempio – in questo caso – luce e posizione. La luce è quella del tramonto, a Verona, era autunno. La posizione è quella dell’arena, un classico per chi visita la città. Insieme hanno creato questa immagine, un controluce che andava un po’ controllato, ma che alla fine, almeno mi pare, ha avuto un senso. Almeno per me. E per chi pensa, e sono in tanti per fortuna, che la vecchia regola del “sole alle spalle” non sempre funziona. O meglio, funziona ma non dà mai grandi risultati.

    Verona, un giorno d’autunno