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    Due braccia, una statua

    Cogliere l’attimo è sempre una soddisfazione. Marsiglia, una mattina all’interno di un quartiere popolare, di fronte all’entrata della metro. C’è una statua con sopra un graffito anarchico, accanto ci sono due due persone di colore, una la ha posizione del braccio simile a quella della statua, è appoggiato ad un paletto. Anche le persone sullo sfondo sono nel posto giusto, a voler essere pignoli solo il ragazzino sulla sinistra è purtroppo coperto da un altro paletto. Non so perché, ma la composizione della fotografia mi sembra buona, per cui la pubblico.

    Marsiglia, alla fermata della metro
  • Fuji X Series,  manifestazioni,  Politica,  Street photography,  Viaggiare

    Un corteo a Marsiglia

    Sei in vacanza a Marsiglia, esci dall’albergo, mezz’ora dopo essere arrivato, e ti trovi al centro di una manifestazione politica. A sfilare, bandiere e cori, sono i curdi in difesa di Abdullah Öcalan, leader curdo del Pkk già condannato a morte in Turchia, pena poi commutata in ergastolo. Le foto delle vacanza, insomma, le faremo dopo. La manifestazione, che dal centro storico arriverà poi nella zona del porto vecchio, è assolutamente pacifica, ci sono donne e bambini, la polizia deve solo stare a guardare.

    La manifestazione di protesta dei curdi francesi
  • Fuji X Series,  Guardare,  Street photography,  Viaggiare

    Il gatto e il pesce

    La connessione era scontata. Sei in giro per la Sicilia e ti imbatti in un banchetto che vende pesce. E il gatto che fa? Se ne sta lì, a debita distanza, senza battere ciglio (diciamo così), in attesa che uno scarto di quel pesce sia disponibile. La fotografia era scontata come la situazione.

    Il gatto e (forse) il pesce
  • Camminare,  Guardare,  Paesaggi,  Post produzione,  Street photography

    Idee per il Naviglio Pavese

    Tutt’altro che facile. Alla Provincia Pavese abbiamo indetto un concorso fotografico in occasione dei duecento anni del Naviglio Pavese. Potevamo non farlo, noi che abbiamo la redazione che si affaccia su questo bellissimo corso d’acqua? Ma quando chiedi a qualcuno di mettersi in gioco, è anche giusto provare ad affrontare le stesse difficoltà nel raccontare per immagini questo naviglio che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni (e quindi, di fatto, non lo vediamo). Ho speso un’ora, in bicicletta, per percorrerlo avanti e indietro, nel tratto compreso nel territorio di Pavia. Ho fatto qualche scatto provando stili diversi. Questo è il risultato. Questo il link per partecipare al concorso.

  • Maschere di luminanza,  Paesaggi,  Photoshop,  Post produzione

    L’utilità di Photoshop

    Non sono un maniaco di Photoshop, so perfettamente che la post produzione, per quanto di qualità possa essere, non trasforma una brutta fotografia in una bella fotografia. Ma permette di trasformare una fotografia, bella o brutta che sia, in un’immagine più gradevole sotto il profilo cromatico oppure tonale. Nelle tre immagini che vedere qui sotto, ho preso una vista dall’alto di Parigi oggettivamente piena di difetti, l’ho corretta con Adobe Raw, poi le ho dato una sistemata finale con Photoshop. Credo che la differenza si veda. Certo, una fotografia banale resta banale, ma anche una brutta auto, se tenuta bene, pulita e la carrozzeria lucidata, è meglio di un catorcio sporco e mal tenuto.

    La fotografia originale
    La prima modifica in Adobe Raw
    L’immagine finale
  • Fuji X Series,  Guardare,  Persone

    Questione di sorrisi

    Ci ho messo un po’ di tempo a capire perché questa fotografia mi piacesse più delle altre. Ritraeva amici, parenti e amici di parenti alla fine di una bella giornata di primavera a passeggio per i boschi. Non era una grandissima fotografia, era un classico che abbiamo tutti in archivio, che non racconta nulla di speciale se non momenti piacevoli. Ce n’erano altre di fotografie di quella giornata, ma questa… Ecco, in questa sorridevano tutti. Credo fosse la particolarità dell’immagine. Un aspetto che, indirettamente, ci dice molto sugli elementi necessari a una buona fotografia, al di là della tecnica. Questi sorrisi, infatti, raccontano una storia. O la concludono. Che è poi lo stesso.

    Amici e parenti
  • Fuji X Series,  musica,  Ritratti,  Spettacoli

    Prove barocche

    A volte i momenti delle prove di un concerto sono più affascinanti e interessanti del concerto stesso. Anche fotograficamente, in particolare per quella che viene definita “musica colta”. Durante i concerti di musica barocca o da camera, infatti, non sempre è facile cogliere le espressioni degli artisti e le luci sono spesso tutt’altro che buone per uno scatto che sia decente. Durante le prove, invece, si può lavorare molto sulle espressioni. Ed è quello che ho fatto per un anno intero seguendo appunto le prove dei concerti della rassegna di musica barocca organizzata e pensata da Giulio Prandi per il Collegio Ghislieri di Pavia. E proprio Prandi, insieme alla cantante Marlin Petersen, sono ritratti in queste fotografie.

    Malin Petersen e, di schiena, Giulio Prandi
    Giulio Prandi
    Marlin Petersen, al centro, durante le prove al teatro Fraschini
  • Fuji X Series,  Guardare,  jazz,  Luce,  Luce artificiale,  musica,  Spettacoli

    Il jazz e la fotografia

    Tra non molto, il 14 settembre, inizia il festival “Voghera fotografia 2019”, una rassegna che comprende tantissimi appuntamenti, workshop, mostre, dibattiti (https://www.facebook.com/Voghera-Fotografia-2204091109821407/). Quest’anno gran parte delle mostre saranno dedicate al jazz, con le immagini di grandi professionisti e, di conseguenza, di grandi musicisti. Ci sarà anche uno spazio di quattro appuntamenti – incontri con musicisti e fotografi – organizzati dal quotidiano per cui lavoro, la Provincia Pavese, e che avrò il piacere (e l’impegno) di coordinare. Come ho detto più volte, fotografare la musica non è semplice, fotografare il jazz è del tutto particolare. Si ha un vantaggio, spesso i musicisti (a parte qualcuno che se la tira un po’ troppo…) non hanno problemi se li fotografi; lo svantaggio è che si suona spesso in locali dove le luci non sono il massimo, inoltre i musicisti non si muovono come i cantanti pop e rock. Magari restano in piedi, fermi, ad occhi chiusi, per tutto un brano. Questa mia fotografia è di qualche anno fa, scattata a Pavia alla rassegna Dialoghi per due.

    Il contrabbassista Lars Danielsson
  • Luce,  Oltrepo,  Prospettive

    Cowboys oltrepadani

    Quando si parla, nel lavoro fotogiornalistico, di contestualizzare le immagini, significa in buona sostanza che l’immagine stessa dovrebbe poter avere il suo significato senza bisogno di una didascalia. Ecco, la fotografia che vedete qui sotto ne ha necessità. Il simpatico gruppo di cowboys – quelli che sembrano cowboys o almeno agricoltori del Texas – sono in realtà agricoltori che arrivano a Voghera un po’ da tutta Italia per esaminare il risultato delle sementi. Un momento importante della loro professione e anche fotograficamente curioso, perché tutti insieme entrano nei campi mentre alcuni esperti magnificano e spiegano tutti i segreti del grano, del mais e così via. Ecco, la foto avrebbe potuto parlare da sola se vicino a quel campo ci fosse stato un oggetto, un qualunque segno che contestualizzasse almeno geograficamente quell’istante. Non c’era. Ma per fortuna ci sono le didascalie sui quotidiani.

    Voghera, presentazione delle sementi
  • Controluce,  Fuji X Series,  Guardare,  Luce,  Luce artificiale,  musica,  Spettacoli

    Non è facile per niente

    Nel nostro meraviglioso Paese dei sessanta milioni di allenatori della Nazionale di calcio e degli altrettanti sessanta milioni (e rotti) di presidenti del Consiglio, figuriamoci se non troviamo anche sessanta milioni di fotografi. Intendo dire, fotografi professionisti. La differenza tra un fotografo, anche bravo, e un fotografo professionista, è abissale. Per gli obiettivi da raggiungere, da garantire. Perché – faccio un esempio paradossale – se ti chiedono, subito, una foto di tramonto e quella sera il tramonto non c’è (fotograficamente parlando) tu lo devi scattare lo stesso. Come? Ecco, qui si vede la differenza tra fotografo professionista e bravo dilettante. Me ne sono reso conto, per lavoro, diverse volte. Mi è capitato di dover avere una foto di un incidente stradale, e l’incidente stradale non c’era più, o di un evento in genere, e l’evento era bello che finito. Non è facile, garantisco. Lavorando con tanti fotografi, e spesso fotografando direttamente io, so di cosa parlo. Ma non sempre lo sai. L’ho compreso appieno una sera, quando Luca, un amico fotografo specializzato in concerti, mi ha chiesto di sostituirlo per un lavoro serale, a Milano. Quella volta ho fotografato da professionista di quella “specialità” e mi sono reso conto delle grandi difficoltà e della tensione del dover avere almeno una foto buona. Non saprei giudicare il risultato, ma avendo visto poi le sue fotografie, lui avrebbe fatto decisamente meglio. Quindi, prima di sentenziare di fotografia, bisognerebbe, a volte, sapere di cosa si sta parlando. Ah, ecco, queste sono alcune foto di quella sera (e come vedete, sono abbastanza bruttine).