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    Il Paese più bello del mondo

    Spesso si dice che il nostro è il Paese più bello del mondo. Forse si esagera, ma è certamente vero che ci sono luoghi splendidi in Italia che non smettono mai di sorprenderci. Devo però dire che nei luoghi storici spesso, per un fotografo, ci sono problemi a scattare fotografie altrettanto sorprendenti. Perché può succedere che le bellezze si ripetano e una, proviamo a dirla così, assomigli all’altra. E che la fotografia diventi cartolina. La bellezza, insomma, non sempre è garanzia di una foto originale. Punto di vista, prospettiva e inquadratura, ad esempio, possono aiutarci a raccontare in modo diverso, se non originale. In questa immagine ho fatto un tentativo, di fronte all’ennesima, meravigliosa bellezza italiana: il castello di Populonia.

    Il castello di Populonia, in Toscana
  • Fuji X Series,  Guardare,  Luce,  Photoshop,  Post produzione,  Prospettive,  Tecnica fotografica

    Il Laowa 9mm f/2.8 Zero-D

    Mi sono tolto lo sfizio di acquistare questo obiettivo ultragrandangolare fisso per ampliare il mio corredo Fuji. Non starò qui a discutere delle sue caratteristiche tecniche, ci mancherebbe. Ci sono in rete decine di siti specializzati dove approfondire. Ma posso dire che, utilizzato anche sulla Fuji X-T1, dà delle belle soddisfazioni. Val la pena davvero di provarlo. Qui sotto, un paio di scatti di prova che ho fatto con questo sorprendente 9mm.

    Scatto con il Laowa 9mm f/2.8 ZeroD
    Scatto con il Laowa 9mm f/2.8 ZeroD
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    Sotto al ring

    Dopo una piccola pausa dovuta al lavoro (tanto) e alle vacanze primaverili (poche), eccomi di nuovo qui con un’altra fotografia. Niente street, stavolta, ma un po’ di sport. In occasione del ritiro di un premio in memoria di un collega scomparso alcuni anni fa, l’associazione pugilistica di Pavia ha organizzato una serata di incontri, un torneo insomma. Prima delle formalità, ho scattato alcune foto da sotto al ring. Mi era già capitato di farlo qualche tempo fa, a Voghera, e mi ero reso conto delle difficoltà tecniche. Qui l’illuminazione era peggiore – è un palazzetto dello sport, non perfetto per il pugilato – ma tutto sommato la mia Fuji X-T3 con il 16-55mm non si è comportata malissimo. Purtroppo, ho dovuto lavorare a 6400 iso.

    Pavia, Trofeo Angelo Bonacossa, aprile 2019
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    L’immaginavo così

    L’immaginavo così. Per me il bianco e nero è questo, e lo è stato da quando fotografavo con una Pentax Mx in analogico e sviluppavo le pellicole e le stampe nel bagno della casa dei miei genitori. Quando non c’era l’anteprima sullo schermo della mirrorless, quando il rullino mica potevi sprecarlo. Non lo faccio neppure oggi, a dire il vero, non esagero mai con gli scatti. Perché, quando faccio click, per quanto un click artificiale, so già come vorrò quell’immagine. E questa che vedete qui sotto, bella o brutta che sia, uscendo alle 10 del mattino dallo studio del fisioterapista, e gettando lo sguardo verso l’alto, me la sono proprio immaginata così.

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    Viaggio in Marocco con Fuij

    Quello dell’estate 2018 in Marocco è stato il primo vero test per la mia Fuij X-T1 e gli obiettivi che avevo scelto di portare con me (16mm, 35mm, 16-55mm e 55-200mm). Considerazioni rapidissime: niente da invidiare a Canon full frame che ho utilizzato per diversi anni, anzi, molto ma molto più pratici. Qualità quasi simile, almeno a mia impressione, affidabilità. Tant’è che al ritorno ho ampliato il corredo delle ottiche acquistando anche la X-T2 e la X-T3. Queste alcune delle foto del mio viaggio

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    Davanti a me ogni giorno

    Ci sono dei giorni d’inverno in cui il freddo, la mancanza di tempo e a volte anche un po’ la voglia, ti allontanano dalla fotocamera. Ho sfruttato quindi la camminata da casa al giornale per scattare banalmente quello che mi sono trovato di fronte nel solito percorso di quattro-cinque chilometri. Poi, alcune di queste fotografie, le ho elaborate al computer. Per chi fosse interessato ai dati tecnici: Fuij X-T1, 23mm F1.4.

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    Ancora sulla post produzione

    Le due immagini che vede qui sotto possono essere un accettabile esempio di post produzione in condizioni difficili. La fotografia originale, evidentemente scattata in controluce, era assolutamente piatta. Lavorando solo cinque o sei minuti e utilizzando la tecnica delle “tonality and luminosity mask” il risultato appare decisamente accettabile. Credo che studiare questa tecnica sia un esercizio utile per migliorare le proprie fotografie senza per questo applicare una post produzione “violenta” e che spesso trasforma in un gioco grafico una brutta fotografia.

    Post scriptum: naturalmente, ho dovuto utilizzare una fotografia disponibile in rete per l’editing. Io non scatto fotografie piatte… :-D

    Fotografia originale
    Fotografia post prodotta
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    Maschere di tonalità e di luminanza

    Questa è l’immagine di uno degli ingressi della scuola media Felice Casorati di Pavia. La fotografia è stata scattata con una fotocamera Fuji X-T2 e un obiettivo sempre Fuji 23mm 1.4, Iso 200, f. 3.6. La facciata della scuola era all’ombra, completamente. Per ottenere questi contrasti e questi colori non ho utilizzato alcun software particolare, ma ho sfruttato soltanto la tecnica delle maschere di tonalità e di quelle di luminanza, oltre ad aumentare il dettaglio dei bordi. Niente di speciale, dunque, ma l’effetto è stato buono, in particolare partendo dall’immagine iniziale.

    Scuola Felice Casorati – Pavia